Oggi, alla buon’ora, sono uscite le seconde prova dell’esame di stato.
Grazie alla Mariastella, nel mio corso ci sarà Lingua Straniera e non Economia Aziendale e ciò mi rallegra molto così posso fare la prova di inglese e prendere almenoalmeno tredici.
Mi piace meno avere un commissario esterno per italiano, ché a me il mio profe piace tanto e mi sarebbe piaciuto che m’avesse corretto l’ultimo -si spera- tema.
Piacemi ancora meno che la mia professoressa di tedesco, senza chiedere niente a nessuno, abbia scelto delle persone che secondo il suo modesto parere se la cavano in quella becera lingua e li abbia obbligati a farsi del lavoro in più da qui a maggio per prepararli alla seconda prova. Ovviamente non mi piace perché fra queste persone ci sono anche io, che tedesco fra le tre sarebbe proprio l’ultima lingua che sceglierei e mi sarebbe piaciuto che quantomeno ci avesse domandato che intezioni avevamo per questa benedetta seconda prova. Stupida Heidi con metodi dittatoriali.
Più di tutte la cosa che non mi piace è che oggi l’esame di stato è diventato molto più reale e ho fatto due conti e se esco con sessantacinque ci sarà da leccarsi le dita e ho l’argomento per la tesina ma non ho ancora iniziato a svilupparlo e non abbiamo ancora fatto una simulazione di terza prova e men che meno di seconda e insomma sono preoccupata.
Pochi giorni prima della prima prova compirò anche gli anni, che saranno diciannove che sono quasi venti e non voglio perché mi piace tanto averne diciotto perché sono adulta ma è ancora lecito fare cose stupidissime e mi piace. Non voglio crescere e diventare grande e diventare come tutti i grandi che vedo intorno a me, no.
38. Sto diventando grande, lo sai che non mi va
Posted in Ansia, Scuola on 23 Gennaio 2009 by mati90737. Back to Barcelona
Posted in Demenza, Esseri umani, Ozio intenso, Uomini, Viaggi on 6 Gennaio 2009 by mati907Tornata ancora a Barcellona, questa volta con tre coetanee, ho capito che non è proprio il tipo di città che ti resta nel cuore.
Sarà stata anche la compagnia dove due persone su tre erano un continuo spunto per nuovi episodi di Casa Vianello, ma su cinque giorni ivi vissuti solo due sono stati buoni: quelli dedicati allo shopping, dal quale ho ricavato solo una borsa, però gli ho anche lasciato giù 90 succosi euro.
Aneddotica varia, non cronologica.
Casa arredata da nonna Caterina, puzza di vecchio. Ad uscire, causa vicini presunti peruviani, puzza di aglio, cipolle eccetera.
Arrivo la sera, faccio per disfare le valigie, apro il cassetto del comodino: c’è un preservativo -nuovo-. Ha pure le scritte in italiano. L’anta dell’armadio non sta chiusa se non dandole un poderoso spintone. Delle tre lampadine presenti ne va solo una. Vedo che le mie amicone mi hanno lasciato la stanza -o per meglio dire loculo, visto che era sviluppata per il lungo con una finestrella in fondo- migliore.
Ci mettiamo a far la pasta e praticamente ceniamo alle 23. Per tutta la settimana terremo orari nutrizionali tipici iberici, visto che la colazioni si faceva per le dieci, il pranzo per le tre e la cena per le dieci.
Ceniamo. [...] Ragazza uno ‘Anche mia sorella non mangia cose dure.’ Ragazza due ‘Eh, la ‘mpararà!’ [Eh, imparerà].
Carrello strabordante al Lidl: trentadue euro.
Capodanno catastrofico, con gente che lanciava e rompeva le bottiglie di vetro. Un tipo con un taglio enorme in testa dieci minuti dopo la mezzanotte. Visto lo sfacelo e i vetri abbondanti sulla Rambla, pensiamo bene che sia il caso di andarcene a casa, dove staremo sveglie fino alle cinque a guardare uno di quei programmi idioti dove devi trovare la parola mancante.
Io, pacatamente instabile emotivamente, che sono sull’orlo di una crisi e sul punto di scoppiare a piangere ogni volta che ci fermiamo o non siamo intente a fare qualcosa.
Lamentele e sostegni morali vicendevoli tramite sms con il Riccio.
Dorian che ha una costola rotta e una vertebra dislocata.
Ore e ore nel Factory di Burberry per uscirne in tre con la stessa borsa e una con la polo che sognava da anni.
Tre giorni di docce semi fredde per poi avere la caldaia che non si accende del tutto, chiamare la padrona dell’appartamento per farglielo presente e, dopo aver la bombola del gas cambiata, fantastiche docce calde.
Due stufette, un calorifero, un phon e il forno attaccato e la corrente che salta perché ci scordiamo sempre di non tenere accese troppe cose.
Serate alcooliche a giocare a Scala 40 e Carosello.
Guardare un sacco di tivi in spagnolo, soprattutto cartoni animali quali Aladin, Pochaontas e Tarzan.
Lo Zoo enorme che fa venire la passione per gli animali pure a me che non me li filo di striscio.
Lo stordito al Parc Güell che ci fa la foto senza lo sfondo, così si vede noi quattro e delle favolo transenne. Rimbambit.
Fine aneddotica barcellonese.
Tornata a casa sono subito andata a trovare il Riccio che, come promessomi, mi ha fatto vedere un film mieloso mentre imprecavamo contro il mondo. L’unico problema è stato che il film mieloso era ‘Scusa ma ti chiamo amore’, quindi io ho passato praticamente l’intero film a criticare sia lei sia lui e pure tutto quello che ci sta intorno perché santi numi poi ci sono le ragazzine rintronate che ci credono davvero e non si può.
E insomma sono proprio contentissima di questo ricongiungimento col Riccio che è un po’ il mio punto debole e ci sto tanto bene insieme e ci capiamo al volo e sono passato otto mesi ma è come se fossero passati dieci minuti e lo odio tanto perché è persino meglio di come l’avevo lasciato.
36. Lo sciopero del verde
Posted in Random on 28 Dicembre 2008 by mati907Nel bresciano si è presentata un’epidemia bislacca che brucia le lampadine del semaforo verde. Grazie al comune ci sono sempre almeno due semafori e quindi ci si raccapezza.
Forse l’ho già detto, comunque da un po’ ho ricominciato a parlare con Mesto e -per ora- non ci siamo ancora scannati, anzi.
Ho ricominciato a parlare anche col Riccio e praticamente è come se non avessimo smesso di cagarci per undici mesi ed è una cosa che mi piace e lo vedo anche cresciuto, diverso nel modo di approcciarsi, migliore.
Ieri mi sono arrabbiata con Dorian che però si è saputo far perdonare egregiamente, facendomi persino la colazione.
I do love spooning.
Domani parto e vado, di nuovo, a Barcellona; questa volta però con tre amiche. Ho già capito che, sebbene in Spagna, sarà comunque un capodanno bresciano, visto l’ammasso di concittadini ivi previsto.
Nevica e la neve mi piace un sacco, però mi irrita il fatto che ne stia scendendo a quintali quando io domani dovrei andare fino a Malpensa.
Belle coccole, nanne nel piumone.
Ieri Dorian si è messo a fare il geloso -dicendomi pure ‘vediamo di darci una calmata’- perché pensava che stessi inciuciando con un pr della mia lista e io sotto sotto, ma anche sopra sopra, gongolo.
In questo periodo non sono molto ispirata nello scrivere, non so perché.
Comunque oggi sono molto contentissima, con i cuori che escono dalle orecchie e una bolla infrangibile intorno.
Ci si sente a gennaio, non fate i bravi.
35. Canzoni natalizie da Marzo a Settembre
Posted in Apatia, delusione, tristezza on 26 Dicembre 2008 by mati907A casa mia non si è mai sentito il natale, niente pranzi enormi coi parenti, feste, regali, eccetera. E’ sempre stato un giorno come un altro, come se fosse una domenica qualunque nella quale, in più, ci si diceva buon natale.
Quando avrò avuto sì e no otto anni, ho spinto io i Genitori a comprare qualche decorazione per abbellire la casa in questo periodo, ma è stata una cosa che è durata poco, ormai le decorazioni le appende solo mio Padre e non mette nemmeno più le lucine, quando smonta tutto lo fa in modo da aver già tutto pronto per l’anno dopo.
Questo è forse il motivo principale per cui non sento il natale e non mi piace l’atmosfera e le decorazioni appese già da novembre che rendono tutto forzato, esagerato.
Natale non è per me motivo di festeggiamenti, mi sento sola, sento di avere una famiglia che non c’è e non è unita, da cui mi voglio staccare.
Nonostante tutto un ricordo felice di natale ce l’ho.
Avevo otto anni e quel giubbino marrone morbidissimo che adoravo e che Madre ha buttato altrimenti l’avrei continuato a indossare fino a quarant’anni. Come tante vigilie, stavo andando alla messa di mezzanotte con Padre e iniziò a nevicare. La mattina dopo c’erano almeno dieci centimetri di neve e io feci l’unico pupazzo di neve di cui ho memoria. Quello fu un bel natale.
34. Imbroglioni
Posted in Random on 19 Dicembre 2008 by mati907- La conferenza di mercoledì a Milano non c’entrava una begonia con le nuovi fonti energetiche e men che meno con quelle vecchie: trattava solo ed esclusivamente di Parlamento europeo ed è stata decisamente noiosa, per di più ce ne siamo andati prestissimo e non abbiamo nemmeno avuto l’occasione di fare un po’ di sano scialacquamento di vil danaro;
- L’affare di ieri, invece, era sui paesi di sviluppo e i modi che abbiamo noi per aiutarli ed è stato più interessante, ma di pomeriggio siamo comunque fuggite in tre in un centro commerciale per far circolare un po’ l’economia;
- Ieri sera ho girato la scuola più di quanto non abbia fatto in cinque anni con genitori che non capivano una mazza e figli comprensibilmente annoiati, la festa seguente si sarebbe potuta felicemente evitare e io comunque alle nove e mezza ero già a casa nel letto abbracciata da Morfeo da cui, comunque, stamattina alle sette avrei preferito non staccarmi;
- domani è l’ultimo giorno e poi mi aspettano sedici [16] giorni di vacanze e godo come un cammello.
33. Signora dica trentatré
Posted in Ozio intenso, Random, Scuola on 16 Dicembre 2008 by mati907Cose a caso:
- mi hanno assunta a fare la pierre, ma inizierò seriamente solo l’anno prossimo perché adesso ho troppe cose da fare e non riesco a starci dietro, comunque in lista spongebob we trust;
- lunedì di pasquetta -Dorian docet- sono andata a pattinare e siccome sono aggraziata e leggiadra sul mio ginocchio sinistro persiste un ematoma che da rosso è passato a simil viola molto fashionable all’attuale verdastro punteggiato di nero;
- sabato prima di pasquetta sono stata in una discoteca dove, oltre ad aver visto metà dei miei compagni di asilo, elementari e medie, l’età media era di circa quattordici anni e mi sono sentita una vecchiaccia e ho pensato che me ala loro età saltae i fos per el lonc e blablabla;
- ho visto Dorian due volte in otto giorni [in realtà tre, ma la volta in cui lavorava non si conta] e, forse che sì forse che no, sto imparando a gestire questo tormentato rapporto che le derelitte mi fanno un baffo;
- non ho capito se è che sto maturando o cosa, comunque mi sono accorta di pensarla in modo molto diverso su certi tipi di rapporti interpersonali rispetto all’inizio di quest’estate;
- domani vado a Milano per una conferenza dell’Unione Europea sulle nuove forme alternative di energia;
- giovedì mattina sarò in università [alla prima stesura ho scitto un'iversità, vi prego uccidetemi] per una conferenza su non-so-cosa; il pomeriggio sto a scuola per l’orientando, ma il mio obiettivo primario è quello di accaparrarmi la maglietta con scritto I *cuoricino* Lunardi che non viene venduta e la sera starò comunque lì perché ci sarà una festicciola per i genitori dei futuri alunni e anche per questi;
- da sabato sono in vacanza e diocomegodoah, non vedo l’ora;
- sono arrivate le pagelle e ho uno dei pochi nove in condotta -con la scala che parte dal sei- e la media del sei e ottantaquattro;
- ho quasi finito una nuova sciarpa multicolore;
- sono stufa e arcistufa di questa pioggia schifosa perché porta anche vento e quindi fa più freddo e per me che sento freddo con venti gradi è una tragedia;
- sabato questo, fra gli altri, in discoteca con noi c’era ’sto diciassettenne cacciatore che s’è limonato tre o quattro tipe e mi ha stupito non tanto lui che si struscia viscidamente e infila lingua ovunque può, ma ’ste ragazzette che glielo lasciano fare divertite;
- sarà che ero nel letto caldino con Dorian a lasciviare -neologismo-, però stamattina ho sentito ancora più del solito la non-voglia di andare a scuola che quasi mi veniva da piangere e allora sono pure più felice che da sabato sono in vacanza.
Vi amo tutti. [Frase ironica sul buonismo natalizio latente.]
32. Di professori, prostituzione e campus orientativi
Posted in Estasi, Scuola, Sogni on 3 Dicembre 2008 by mati907Ho fatto un sogno. Un sogno orribile.
Chiara stava col nuovo professore di spagnolo che è sì giovane, ma per niente aitante. Usciamo tutti e tre insieme appassionatamente e lui ci porta in una specie di mercato orientale con tutta la roba ammassata, profumi speziati e ambiente nebbioso e ci dirigiamo in una baracca un po’ imboscata, piena di ragazze in vendita. Per non mi ricordo bene quale ragione, ma forse nemmeno c’era, sia io che Chiara abbiamo dovuto fornicare con lui, non contemporaneamente. Ho sognato che quest’ometto avesse una bestia fra le gambe e pure poca bravura nell’usarlo.
Stamattina l’ho guardato con occhi un po’ diversi.
Oggi siam usciti alla terza ora per poter andare a questo Campus Orientamento sia per i più giovani che devono scegliere la scuola superiore sia per i meno giovani che devono decidere se e quale università vogliono frequentare. Data la quantità industriale di dubbi che avevo, ho riposto grandi speranze di dipanamento in questo evento e, grazie a tutti coloro con cui ho parlato, sono riuscita a raccapezz[ol]armi e a prendere una decisione.
Sì università, a Brescia, Economia e gestione dell’azienda.
Che sollievo.
31. Twilight
Posted in Cinema, Ragguardevoli seratine on 30 Novembre 2008 by mati907Serata tranquilla, cena e cinema nel nuovo centro commerciale della città. +sonogggiòvane+
In un negozio, guardando fuori vedo un uomo con in mano un palloncino a forma di Nemo [profetainpatria] e lo indico. Nel frattempo ci passano davanti due poco baldi giovani e mentre io dico ‘Sì, è inutile che mi fissi, sto indicando Nemo, non te!’, questo mi fa l’occhiolino. LoL.
Abbiamo anche deciso di ubriacarci a modico prezzo durante la proiezione del film andando a comprare al supermercato due bottiglie di… acqua. Poi dicono gioventù bruciata.
Ho anche capito, per l’ennesima volta, che andare per negozi è deleterio perché ho questo atavico istinto di risollevare o, a seconda del periodo economico, far girare l’economia e non poterlo fare è una ingiusta restrizione.
Twilight è il filmetto che è, piacevole fintanto che c’è quel protagonista maschile, con quei capelli scompigliati, la pelle albina e l’espressione a metà fra il sensuale e il pesce lesso che non è bello nel senso intrinseco della parola, ma con tutte le scene di esagerata tensione sessuale che ci sono gli ormoni si mettono a far festa.
No comment per gli undici euro di parcheggio, scontati a otto per essere andate al cinema, per cinque ore di sosta.
Qualcuno mi insegna a mettere i feed? Sono una capra ignorante.
30.
Posted in Ansia, Apatia, delusione, tristezza on 29 Novembre 2008 by mati907 Piango. Piango con singhiozzi sommessi, con le lacrime che appannano la vista e il moccio che cola dal naso. Piango così tanto che quando mi fermo per un attimo sento il labbro inferiore e la gengiva che formicolano. Piango da due settimane, perché mi si è rovesciata addosso una quantità di cose che io non so e non riesco a sostenere e devo sfogare la tensione in qualche modo.
Dorian mi ha fatto dormire da lui e mi ha fatto conoscere sua sorella. Io non so come funzionano i rapporti interpersonali in generale e men che meno fra persone di sesso diverso perché una relazione sana di questo genere non l’ho mai avuta, quindi ho pensato che queste cose contassero qualcosa e indicassero una certa crescita, uno sviluppo in questo non rapporto e ho iniziato ad affezionarmi un po’ di più. Ho scazzato un po’ quando ho visto che non era una cosa contigua e da lì ho scoperto che in realtà non c’era significato in quelle cose, anzi la situazione non è altro che peggiorata e Dorian sta male per cose sue e io non so se mi mente o meno, ma so che la presa di coscienza di questi fatti è ciò che mi ha dato il colpo finale e ha iniziato questo sfacelo deprimente.
Ho una sola amica definibile tale. Dovrei e vorrei avere miliardi di amici, una vita sociale. Tante persone con cui parlare, con cui potermi sfogare, anche perché non posso sempre tediare Nembo. Sono una disadattata.
Non so cosa fare del mio futuro. Vorrei fare l’università, ma io ho bisogno di essere costantemente spinta nello studio come in tutto perché sono incostante e necessito stabilità, quindi il fallimento è dietro l’angolo e non voglio né iniziare per mollare né andare fuori corso di secoli. Vorrei anche lavorare per essere autonoma e andare a vivere da sola perché ho un innato bisogno di indipendenza.
La settimana scorsa è morto il marito di Nonnalov ed è stata un mazzata, non la morte in sé –non ero legata a lui, suo secondo marito-, bensì vedere lei stare così male: mi ha ucciso.
Non poter essere come le mie coetanee mi rode dentro perché ogni tanto mi piacerebbe essere un punto qualunque nella massa, non aver già capito che le cose che loro ritengono importanti sono invece stupide e inutili, perché loro sono felici mentre io piango.
Piango e mi dispero per problemi che sento ma non riesco a inquadrare e incanalare nella giusta corsia verso la soluzione.
Io sono abituata a essere triste, è una specie di condizione sine qua non, ma questo è di più. Da fuori mi opprime e da dentro mi mangia e quello che riesco a fare è nulla più che piangere. Trovo solo dei palliativi, ma non arrivando al problema non posso proprio trovare la soluzione. Non riesco nemmeno a capire se sto facendo una tragedia per una cagata che passerà da sé tra un po’.
29. C’è confusione
Posted in Elucubrazioni, Senza Categoria on 21 Novembre 2008 by mati907Sono confusa, non so cosa voglio. O quantomeno c’è una dicotomia abissale fra quello che penso di volere -parte razionale che conosco e gestisco- e quello che voglio davvero -parte emotiva che non conosco e non so trattare-, quindi c’è confusione.
Vedo cose che non ci sono o, più probabilmente, ci sono cose a cui ognuno dà un valore diverso e io che ho problemi insiti con le relazioni interpersonali faccio fatica a valutare correttamente certi atti che probabilmente per le persone normali sarebbero scontate. Riesco ad impelagarmi in situazioni assurde, in relazioni assurde, e ci rimango anche aggrappata per tutta una serie di motivi che, se per una volta tanto riuscissi a essere una stupida diciottenne normale, non conoscerei nemmeno teoricamente.
Poi ci sono anche altre cose che riguardano il futuro, come la tesina, l’università, il progetto Leonardo e blabla e anche lì non so che fare e, soprattutto, se potrei farcela tenendo conto che io non voglio fare la mantenuta a vita e già adesso sto cercando un lavoretto per non pesare più sui Genitori e avere anche un po’ di indipendenza.
Il problema più grande nel districare questa matassa è che devo decidere fra due cose e mi riesce infinitamente più difficile che scegliere fra una tonnellata di cose solo teoriche ed astratte, mentre queste sono decisamente reali.
C’è tanta confusione, tanta indecisione: non so cosa fare. Tips?