Latito. Manco di voglia d’azione, abbondo in ozio; trascinata, affogante nel far nulla.
Sono stata a Siviglia. Dove Parcheggiare in doppia fila è dovere, oltre che diritto, così come parcheggiare ammaccando le auto vicine. Dove i bambini fanno la pipì davanti a tutti e li vedi in giro anche a notte fonda con i genitori. Dove i semafori verdi dei pedoni segnano quanto tempo manca al rosso.
Ci siamo divertiti. Tanto, tantissimo, super, uau!
La maggior parte di noi è riuscita a mettere da parte l’astio accumulato in cinque, tre o meno anni e siamo stati tanto insieme, sempre insieme, in giro.
Abbiamo bighellonato per le piazze, flirtato coi gelatai e abusato di Starbucks.
Abbiamo bevuto. L’alcool ha portato a limoni fra ragazze che hanno portato allo sconcerto di altre, per poi arrivare io ‘Dai nom, sono due limoni!’.
Ci sono stati gli inciuci, quelli che nessuno sa e quelli che sanno tutti.
Abbiamo fatto tanto shopping; anche in un negozio di scarpe in cui ho fatto un acquisto favoloso e mi son dovuta far trascinare fuori altrimenti avrei fatto girare un po’ troppo l’economia.
Siamo stati a Cordoba, che fa un po’ cagare, ma abbiamo riso lo stesso.
Trentaquattro gradi fissi, anche alle sei di sera.
Sabato, ultima sera, pochi di noi sono usciti e ancora di meno sono tornati a ballare nel locale del peccato. Lì, ho tenuto fede a ciò che dissi prima di partire: mi sono ubriacata. Niente domande, niente risposte: grazie.
Abbiamo riso, abbiamo scherzato, ci siamo divertiti. Rimaniamo ancora una classe schifosa dove tutti si sputtanano, ma abbiamo fatto una gita di quinta come si deve, di quelle che ci ricorderemo per sempre.