25. Sono un’adolescente, faccio l’adolescente
Col fine settimana lungo -per chi è abituato a svegliarsi alle sette, se non prima, anche di sabato- alle porte, si è visto bene di sfruttare la cosa per uscire anche ieri sera.
Chiara ed io abbiamo deciso di andare, dopo secoli, al Lattepiù, deliziosa discoteca rock, insieme a un paio di ragazzi che abbiamo conosciuto in quel locale dove ci si mandano i bigliettini.
Fortuna -ironia- vuole, che ivi presente vi fosse anche Mesto. Siccome so che sono una delle persone che, potendo, prenderebbe ad accettate in mezzo agli occhi senza scrupoli, ho ben visto di evitare di deambulare nello spazio a lui limitrofo. Fatto sta che mentre ballavamo vedo l’Amico Emo arrivare e ne ho dedotto che sarebbe arrivato anche Mesto, così mi son messa di spalle per non doverlo obbligare a salutarmi. Tempo tre secondi sento qualcuno che mi picchietta sulla spalla e vedo Mesto con un’espressione quantomeno truce sottotitolata ‘Hai visto? Eh? Eh? Io sono una persona matura ed educata e ti chiamo per salutarti, non sono uno stronzo come te che mi volta maleducatamente le spalle! Tzè.’ che mi saluta, al che sfoggio un gran sorriso e scuoto la manina con foga per salutare lui e i suoi amici. A dirla tutta, mi sono anche concessa una risatina mentale quando, dopo che Chiara mi aveva detto che Mesto si sarebbe vestito strabene, ho predetto con una precisione millimetrica tutto ciò che avrebbe indossato e ho azzeccato.
Altra risatina è da dedicare a Chiara e ai due tizi a cui piace e che le piacciono, tra cui si è trovata finendo con un nulla di fatto.
Meno risatina per Chiara che continua a spingermi verso l’altro dei ragazzi che erano con noi intravedendo un po’ di complicità, soprattutto per cercare di farmi smettere il Barista, che detesta. Il fatto è che non posso. Io ho detto cose in cui comunque credo e confido e alle quali voglio tenere fede [LoL, ma questa la capisco solo io], ancor più dopo le ultime cose che ho sentito dalla controparte. C’è anche il fatto che solo al pensare di andare con qualcun altro mi assalga un senso di inadeguatezza, quasi di colpa, che non riesco a sostenere. Quindi no, non posso; ma più di tutto non voglio.
1 Novembre 2008 a 6:21 pm
Esiste anche l’amena possibilità che l’espressione non fosse truce, ma delusa in quanto, non essendo stati due emeriti sconosciuti per un certo periodo di tempo, un ciao se ci si vede in giro ce lo si può almeno scambiare, e che quell’intenzione di superiorità da te intravista non sussistesse… Però, come al solito, pensa ciò che più t’aggrada e che più ritieni aderente alla realtà.