Archivio per Novembre, 2008

31. Twilight

Posted in Cinema, Ragguardevoli seratine on 30 Novembre 2008 by mati907

Serata tranquilla, cena e cinema nel nuovo centro commerciale della città. +sonogggiòvane+
In un negozio, guardando fuori vedo un uomo con in mano un palloncino a forma di Nemo [profetainpatria] e lo indico. Nel frattempo ci passano davanti due poco baldi giovani e mentre io dico ‘Sì, è inutile che mi fissi, sto indicando Nemo, non te!’, questo mi fa l’occhiolino. LoL.
Abbiamo anche deciso di ubriacarci a modico prezzo durante la proiezione del film andando a comprare al supermercato due bottiglie di… acqua. Poi dicono gioventù bruciata.
Ho anche capito, per l’ennesima volta, che andare per negozi è deleterio perché ho questo atavico istinto di risollevare o, a seconda del periodo economico, far girare l’economia e non poterlo fare è una ingiusta restrizione.
Twilight è il filmetto che è, piacevole fintanto che c’è quel protagonista maschile, con quei capelli scompigliati, la pelle albina e l’espressione a metà fra il sensuale e il pesce lesso che non è bello nel senso intrinseco della parola, ma con tutte le scene di esagerata tensione sessuale che ci sono gli ormoni si mettono a far festa.
No comment per gli undici euro di parcheggio, scontati a otto per essere andate al cinema, per cinque ore di sosta.

Qualcuno mi insegna a mettere i feed? Sono una capra ignorante.

30.

Posted in Ansia, Apatia, delusione, tristezza on 29 Novembre 2008 by mati907

Piango. Piango con singhiozzi sommessi, con le lacrime che appannano la vista e il moccio che cola dal naso. Piango così tanto che quando mi fermo per un attimo sento il labbro inferiore e la gengiva che formicolano. Piango da due settimane, perché mi si è rovesciata addosso una quantità di cose che io non so e non riesco a sostenere e devo sfogare la tensione in qualche modo.
Dorian mi ha fatto dormire da lui e mi ha fatto conoscere sua sorella. Io non so come funzionano i rapporti interpersonali in generale e men che meno fra persone di sesso diverso perché una relazione sana di questo genere non l’ho mai avuta, quindi ho pensato che queste cose contassero qualcosa e indicassero una certa crescita, uno sviluppo in questo non rapporto e ho iniziato ad affezionarmi un po’ di più. Ho scazzato un po’ quando ho visto che non era una cosa contigua e da lì ho scoperto che in realtà non c’era significato in quelle cose, anzi la situazione non è altro che peggiorata e Dorian sta male per cose sue e io non so se mi mente o meno, ma so che la presa di coscienza di questi fatti è ciò che mi ha dato il colpo finale e ha iniziato questo sfacelo deprimente.
Ho una sola amica definibile tale. Dovrei e vorrei avere miliardi di amici, una vita sociale. Tante persone con cui parlare, con cui potermi sfogare, anche perché non posso sempre tediare Nembo. Sono una disadattata.
Non so cosa fare del mio futuro. Vorrei fare l’università, ma io ho bisogno di essere costantemente spinta nello studio come in tutto perché sono incostante e necessito stabilità, quindi il fallimento è dietro l’angolo e non voglio né iniziare per mollare né andare fuori corso di secoli. Vorrei anche lavorare per essere autonoma e andare a vivere da sola perché ho un innato bisogno di indipendenza.
La settimana scorsa è morto il marito di Nonnalov ed è stata un mazzata, non la morte in sé –non ero legata a lui, suo secondo marito-, bensì vedere lei stare così male: mi ha ucciso.
Non poter essere come le mie coetanee mi rode dentro perché ogni tanto mi piacerebbe essere un punto qualunque nella massa, non aver già capito che le cose che loro ritengono importanti sono invece stupide e inutili, perché loro sono felici mentre io piango.
Piango e mi dispero per problemi che sento ma non riesco a inquadrare e incanalare nella giusta corsia verso la soluzione.
Io sono abituata a essere triste, è una specie di condizione sine qua non, ma questo è di più. Da fuori mi opprime e da dentro mi mangia e quello che riesco a fare è nulla più che piangere. Trovo solo dei palliativi, ma non arrivando al problema non posso proprio trovare la soluzione. Non riesco nemmeno a capire se sto facendo una tragedia per una cagata che passerà da sé tra un po’.

29. C’è confusione

Posted in Elucubrazioni, Senza Categoria on 21 Novembre 2008 by mati907

Sono confusa, non so cosa voglio. O quantomeno c’è una dicotomia abissale fra quello che penso di volere -parte razionale che conosco e gestisco- e quello che voglio davvero -parte emotiva che non conosco e non so trattare-, quindi c’è confusione.
Vedo cose che non ci sono o, più probabilmente, ci sono cose a cui ognuno dà un valore diverso e io che ho problemi insiti con le relazioni interpersonali faccio fatica a valutare correttamente certi atti che probabilmente per le persone normali sarebbero scontate. Riesco ad impelagarmi in situazioni assurde, in relazioni assurde, e ci rimango anche aggrappata per tutta una serie di motivi che, se per una volta tanto riuscissi a essere una stupida diciottenne normale, non conoscerei nemmeno teoricamente.
Poi ci sono anche altre cose che riguardano il futuro, come la tesina, l’università, il progetto Leonardo e blabla e anche lì non so che fare e, soprattutto, se potrei farcela tenendo conto che io non voglio fare la mantenuta a vita e già adesso sto cercando un lavoretto per non pesare più sui Genitori e avere anche un po’ di indipendenza.
Il problema più grande nel districare questa matassa è che devo decidere fra due cose e mi riesce infinitamente più difficile che scegliere fra una tonnellata di cose solo teoriche ed astratte, mentre queste sono decisamente reali.
C’è tanta confusione, tanta indecisione: non so cosa fare. Tips?

28. Diocristo!

Posted in Raccapriccio on 19 Novembre 2008 by mati907

Oggi è il diciannove novembre. Autunno inoltrato. Temperatura -locale- compresa fra i quindici e i tre gradi centigradi.
Ci sono le lucine, gli addobbi, i babbi natale, un albero spelacchiato addobbato a scuola -a scuola, luogo laico!-.
Cristo, è NOVEMBRE! Novembre! Il DICIANNOVE! Mancano trentasei dannatissimi giorni a quella schifosa festa finto cristiana, non si può iniziare ad addobbare posti e persone il diciannove novembre!
Non fosse per le vacanze che ci sono collegate proporrei di abolirla. Non potevano pensarci i cristiani, anziché rimpiazzarla? Inutiloni.

27. Evolviamoci

Posted in Estasi, Uomini on 14 Novembre 2008 by mati907

Sono contenta.
Perché ho dormito da Dorian [alias Barista], che mi ha presentato a sua sorella e al di lei fidanzato e pure a un amico e abbiamo cenato tutti insieme. Perché Dorian è stato carino e anziché parlare ha iniziato a fare e perché abbiamo fatto un amore profondo e intenso e passionale e affettuoso e sbav. Perché, oltre ogni più rosea previsione, ho dormito davvero a parte quel paio di volte che stavo per capottarmi dal letto.
Sono contenta perché vedo un sacco di cose microscopiche, cose normali, cose che mi piacciono.

26. Proxima estacciò Rocafort

Posted in Esseri umani, Parenti, Viaggi on 12 Novembre 2008 by mati907

Barcellona è gaudìcentrica. Tutta negozietti con oggetti finto mosaico, ristoranti con riproduzioni di mosaici, foto del Parc Guell, edifici modernisti, Sagrada Familia, Gaudì di qui e Gaudì di là. Ma non è tutto lì.
Ci sono le strade enormi, le piazze immense, i marciapiedi larghi circa come il lato corto del mio salotto, parcheggi da sedici euro l’ora per le auto e gratis per la miriade di motorini [<3] con il lucchetto attaccato al manubrio e al sotto sella in cui infilano i caschi momo [ri<3]. Ci sono i turisti che fan le foto e si guardano in giro spaesati, gli indigeni che ne hanno piene le balle -a ragione- dei turisti e quelli che si fanno gli affari loro, magari sputando in terra -che schifo-. Ci sono le fontane, quelle piccole e quelle grandi, quelle semplici e quelle con la musica e i giochi d’acqua. C’è la metro con tante scale e poche scale mobili, che per due Genitori dall’andatura claudicante non è proprio il massimo, ma per una Mati che fa i gradini a coppie fanno bene al deretano e alle gambe. Ci sono Zara, H&M, NewYorker, Fnac da tre piani e centri commerciali da sette. C’è il mercato un po’ sanguinario con i prosciutti attaccati al soffitto per lo zoccolo, le interiora portare in giro nei secchi, le donne con mannaie minacciose che squartano pesci e banconi enormi di frutta e verdura. C’è il parco Guell dove una Mati può fare tante foto da braccia rubate all’agricoltura, con il catamarano [che sarebbe la nuova denominazione data dal Genitore all'iguana di Gaudì], le colonne e le panchine cromo terapeutiche che sono un disastro per i daltonici. C’è il Pueblo Español con tutte le riproduzioni delle regioni spagnole e un museo con un bellissimo quadro astratto che la Mati ha deciso di riprodurre a spanne su un lenzuolo e poi attaccarsi a una parete in camera, visto che non può tinteggiare la tappezzeria. Ci sono i cartelli in catalano e far capire a due Genitori che quello che noi chiamiamo spagnolo e che viene studiato dalla Mati non è catalano, è una cosa difficilissima. C’è Starbucks e c’è anche un commesso che se ti trova carina ti chiede il nome e te lo scrive sul bicchiere del frappuccino che poi terrai come trofeo.
Oltre a Gaudì ci sono tante belle cose, perché anche se ti aspetti qualcosa di più, è comunque una bella città.

25. Sono un’adolescente, faccio l’adolescente

Posted in Elucubrazioni, Ragguardevoli seratine, Uomini on 1 Novembre 2008 by mati907

Col fine settimana lungo -per chi è abituato a svegliarsi alle sette, se non prima, anche di sabato- alle porte, si è visto bene di sfruttare la cosa per uscire anche ieri sera.
Chiara ed io abbiamo deciso di andare, dopo secoli, al Lattepiù, deliziosa discoteca rock, insieme a un paio di ragazzi che abbiamo conosciuto in quel locale dove ci si mandano i bigliettini.
Fortuna -ironia- vuole, che ivi presente vi fosse anche Mesto. Siccome so che sono una delle persone che, potendo, prenderebbe ad accettate in mezzo agli occhi senza scrupoli, ho ben visto di evitare di deambulare nello spazio a lui limitrofo. Fatto sta che mentre ballavamo vedo l’Amico Emo arrivare e ne ho dedotto che sarebbe arrivato anche Mesto, così mi son messa di spalle per non doverlo obbligare a salutarmi. Tempo tre secondi sento qualcuno che mi picchietta sulla spalla e vedo Mesto con un’espressione quantomeno truce sottotitolata ‘Hai visto? Eh? Eh? Io sono una persona matura ed educata e ti chiamo per salutarti, non sono uno stronzo come te che mi volta maleducatamente le spalle! Tzè.’ che mi saluta, al che sfoggio un gran sorriso e scuoto la manina con foga per salutare lui e i suoi amici. A dirla tutta, mi sono anche concessa una risatina mentale quando, dopo che Chiara mi aveva detto che Mesto si sarebbe vestito strabene, ho predetto con una precisione millimetrica tutto ciò che avrebbe indossato e ho azzeccato.

Altra risatina è da dedicare a Chiara e ai due tizi a cui piace e che le piacciono, tra cui si è trovata finendo con un nulla di fatto.

Meno risatina per Chiara che continua a spingermi verso l’altro dei ragazzi che erano con noi intravedendo un po’ di complicità, soprattutto per cercare di farmi smettere il Barista, che detesta. Il fatto è che non posso. Io ho detto cose in cui comunque credo e confido e alle quali voglio tenere fede [LoL, ma questa la capisco solo io], ancor più dopo le ultime cose che ho sentito dalla controparte. C’è anche il fatto che solo al pensare di andare con qualcun altro mi assalga un senso di inadeguatezza, quasi di colpa, che non riesco a sostenere. Quindi no, non posso; ma più di tutto non voglio.