Archivio per Agosto, 2008

13. Faccio io

Posted in Demenza, Parenti, Viaggi on 30 Agosto 2008 by mati907

La Genitrice si sveglia tutte le mattine intorno alle cinquemezza sei. Non pensate che dorma poco come lei dice, semplicemente si schiaffa nel letto alle novemezza, dieci al massimo e il tempo che perde la sera lo recupera la mattina guardandosi tutti i telefilm/documentari/cazzabubbole che si registra alla tv: una logica schiacciante [che mi sa è passata pure al Fratello, ma ne parlerò un'altra volta].
Siccome domani parto, ieri mi ha chiesto se oggi avremmo fatto la valigia e io le ho detto che sì, me la sarei fatta io, da sola e bastava che mi portasse su la valigia, tante grazie.
La mia politica dell’ozio mi impedisce, quando in vacanza, di schiodare il deretano dal letto ad un’ora non tarda, quindi verso le undici mi sono avventurata in salotto, dove lo scenario che mi si è presentato era da capate al muro. Valigia aperta sul tavolo [e fin qui va bene, tante grazie che m'hai risparmiato la fatica di arrampicarmi su una giungla di scansie giù di sotto] e sparsi intorno una serie di beni di inutilità maggiore uguale a diecimilioniottocentomila.
Al solo vedermi la Genitrice mi s’è fiondata addosso parlando a raffica: ‘Ah guarda che qui ti ho preparato le ultime cose che c’erano a lavare così puoi prendere quello che vuoi, poi ti ho già preso l’asciugamano, il phon, tutti i boccettini coi bagnoschiuma piccolini che sono più comodi, poi qui ci sono le medicine, il regalo per la famiglia lo mettiamo in valigia domani, poi ti devo dare i documenti del volo, dai porta qui la roba che iniziamo a metterla dentro così facciamo tutto e siamo a posto’.
Io ho dato uno scossone in modo da far sbattere il neurone contro il cranio per attivarlo e ho sì risposto: ‘Sono venuta solo a prendere da bere, per la valigia mi arrangio io dopo pranzo ché adesso torno a dormire’. [Bugia perché mi sono messa a vedere Ally McBeal, però l'intenzione era quella.]
Dopo pranzo, come detto, mi sono riempita la valigia con la roba che c’andava -n’avesse azzeccata una unina- e nel mio via vai avevo quest’ombra che appena mi vedeva riapparire in sala continuava a chiedermi se avessi preso questo o quello [sì, cribbio, sì, ce l'ho, ho tutto, basta chiedermelo, ce l'ho, fidati!] e che mi faceva scordare quello che avevo in mente; infatti io credo di essermi dimenticata una cosa grazie a lei, ma non mi è ancora venuto in mente cosa e credo che ne farò a meno.
Ora, la Genitrice cerca sempre di non farmi favori [messa giù così è brutta, però si sbatte per la mia gioia, non è mica così becera come la faccio sembrare io, è solo che mi piace enfatizzare] dicendo che mi devo arrangiare però, adorata e cara madre. Secondo te, secondo la tua logica inattaccabile. Come faccio io ad arrangiarmi con te che mi assilli per darmi un aiuto non richiesto, ma anzi fastidioso? Eh?!? Spiegamelo!
Comunque il riassunto di ’sta cosa è che la Genitrice stava preparando roba dall’alba per la mia valigia, io in mezz’ora ho fatto sia valigia che bagaglio a mano, non ho sforato di neanche un grammo il peso importo dalla santa Ryanair e mi beo della mia organizzazione. Se non crepo in Bretagna direi che organizzare questo viaggio m’è uscito bene.
Domani mattina parto e ne ho molta voglia, sebbene spero che il mio volo non crolli come spesso accade ultimamente. [Io ho ragionato un po', su tutti questi incidente che stanno succedendo tutti adesso. Secondo me è roba che succede sempre, solo che adesso la gente s'è stufata di sagome col gesso sull'asfalto e quindi tutti i giornalisti stanno sfruttando la scia (in)felice di questi fatti. O quanto meno lo spero. +panikmache+]

Qua resta chiuso fino all’otto settembre. Statemi bene.
Buon viaggio.
Grazie.

12. Il Karma esiste

Posted in Ansia, Elucubrazioni, Viaggi on 26 Agosto 2008 by mati907

Il giorno 31 Agosto 2008 alle ore 9.55 [GMT +2] la sottoscritta [perché si dice sottoscritto/a anche se non si mette la firma in fondo? E' equivoco ed approssimativo] prenderà un volo Ryanair da Milano Orio al Serio [che poi è Bergamo, ma qua se non si indicano le zone con città 'importanti' non ce ne si viene fuori] con l’amica Rin con destinazione Londra Luton.
Da Giugno ad oggi nella capitale britannica sono morti almeno dieci giovani fra turisti e studenti e sono state arrestate almeno un centinaio di persone con le più svariate accuse fra cui spiccano in particolare terrorismo e tentato omicidio.
Dopo l’incidente aereo di Madrid molte compagnie aeree, Ryanair in particolare, sono state accusate di avere scadenti risorse per la sicurezza dei passeggeri a bordo; cosa che dovrebbe essere fasulla visto che esistono leggi europee sugli standard di sicurezza.
Ieri un aereo Ryanair ha dovuto fare un atterraggio di emergenza per una depressurizzazione ed è sceso di ottomila metri di quota in cinque minuti, facendo qualche ferito.
Io non sono affatto preoccupata per il mio viaggio, no no.

11. Sbang

Posted in Demenza on 25 Agosto 2008 by mati907

Ho parlato col Barista ed ho evinto che, con tutta probabilità, mi sono fregata da sola.*
L’obiettivo è risolvere ciò.
Nel frattempo mi mangio le mani dando poderose testate contro il muro.
Mi sento molto Eva dei Cesaroni [ebbene sì, li guardo] quando scopre che Marco era innamorato di lei.
Miseriaccia.

*Tuttavia potrei discolparmi da ciò chiamando a mio favore la situazione eccetera, però non ho voglia di spiegare quindi ciupa.

10.

Posted in Elucubrazioni, Uomini on 23 Agosto 2008 by mati907

Stamane mi sono svegliata alle sette e non sono più riuscita a prendere sonno.
Un residuo di tristezza e sconforto che mi ha assalito ieri, mi ha riabbracciato e portato a pensare, a fare una sorta di bilancio dell’estate che -sigh- volge al termine.
Arrivai all’estate provenendo da un periodo di sconforto dovuto al non trovare da molto qualcuno che mi piacesse, per così dire, a sufficienza; la qual cosa mi aveva spinto a pensieri abbastanza pessimistici per un futuro prossimo o meno.
Il giorno del mio compleanno conobbi il Barista, con cui uscii poi in tranquillità qualche giorno dopo. Vedendolo e conoscendolo un po’ fecero capolino sensazioni prima sopite, che attenuarono un po’ del pessimismo cosmico che mi contraddistingue.
In vacanza c’è stato Danny. Col senno di poi si capisce che è stato un palliativo -o no? Non si capisce, c’è incostanza-, un modo per proteggermi dall’apparente non corrispondenza di sentimenti da parte del Barista e per fare un po’ di marcia indietro nei suoi confronti, cosa che in parte mi era riuscita.
Al ritorno in Italia lui ha iniziato a cercarmi e il rivederci ha disinnescato la retromarcia, per così dire.
Tuttavia, ove all’inizio c’era un principio di relazione completa, ultimamente questa si è limitata nella sua essenza carnale e ciò mi dà da pensare. Devo indagare con discrezione a riguardo, poiché mi trovo un po’ spaesata e confusa.

9. Io amo le Terme

Posted in Ozio intenso, Ragguardevoli giornatine on 20 Agosto 2008 by mati907

Pubblicità.
Le terme di Colà sono un posto libidinosissimo.
Immersi in un enorme parco curato, con alberi secolari e sentieri della salute che terminano sul lato opposto rispetto a dove iniziano [ho le foto per provarlo], due laghetti accolgono il pigro oziatore con acqua alla temperatura media di 34°C che arriva, più o meno, fino al collo e in cui si cammina tranquillamente su un letto di sassolini che non danno per niente fastidio, ma sono anzi piacevoli per i piedi.
Sui lati di entrambe le pozze e nella grotta della più grande delle due sono sparsi vari idromassaggi e getti d’acqua, chiaramente calda, che sono palesemente un piacere estatico.
Presenti in entrambi i laghi, sono vasche aggiuntive dove l’acqua raggiunge temperature che oscillano fra i 37 e i 39°C.
Le terme di Colà sono un piacere ozioso e pigro, caldo e vizioso.
Fine pubblicità.

Se volete cenare, non andate al self service. Davvero, non fatelo: rovina lo splendore del posto.
La sera dopo le nove è sconsigliato per i minorenni e single, visto che pullula di coppiette amoreggianti [Chiara -con cui ero lì oltre al Fratello e alla Futura Cognata-: 'Uffa, voglio il Cinquantoneee*!'; Barista: 'Tuo fratello e la morosa hanno fatto roba già che c'erano?'] o di quindicenni tedeschi o di vecchiacci, entrambi allupati. [In realtà di quindicenni ce n'erano solo due -e hanno cercato di marpionarci in modo talmente viscido che noi gli siamo esplose a ridere in faccia- e di vecchiaccio che si ravanava schifosamente solo uno -soprannominato Schizzo Violento da Chiara-, però mi piace enfatizzare.]
L’acqua termale, o più probabilmente l’abusato idromassaggio [Mati e Chiara: 'Idromassaggiami tutta!'], lascia la pelle liscia liscia e i capelli stopposissimi, ma in loco non ce li si può lavare visto che le uniche docce presenti sono anch’esse termali, quindi inutili per chi si vuole risciacquare.
Potrei anche parlare della famiglia di bbburini che ci siamo ritrovati vicini e della figura pessima che ho fatto io per chiedere l’ora, ma poi -per la prima cosa- sembra che il posto sia pieno solo di gente pessima quando non è così e -per la seconda- mi sputtano più del solito e non va mica bene; quindi chiuderò il post con un immagine del loco da me fatta in semi notturna [oltre alle terme amo anche la mia macchina fotografica].

*Cinquantone è l’attuale uscente di Chiara. Tale soprannome deriva da certi gesti legati a molti soldi che si possono anche abbinare a molti centimetri.

8. Di amiche e scarpe

Posted in Demenza, Materialismo, Ragguardevoli seratine on 17 Agosto 2008 by mati907

Questa notte, ore 2:44, io e Danny siamo stati al telefono per minuti due e secondi trentotto.
Oltre al saluto finale, non mi ricordo niente, dato che ero rincoglionita da morire dal sonno. Potrei avergli detto qualunque cosa e non me lo ricordo. Sob.
Tra l’altro è una cosa che mi succede anche con i messaggi ricevuti, nel senso che se me ne arrivano di notte, può essere che io mi sveglio, li leggo, li sposto dalla memoria sim a quella del telefono e la mattina non mi ricordo più una begonia.
Forse dovrei imparare a spegnere il telefono quando vado a dormire. Forse.
Edit.
Dalla regia mi hanno informato che non ho detto niente di sconveniente, pazzo o strano; nemmeno si capiva che ero in uno stato semi comatoso.
O parlo come una deficiente sempre, o sono brava a dissimulare il rintronamento: ai posteri l’ardua sentenza.
Fine edit.

Oltre a questo esempio di demenza senile precoce, ieri sera sono anche uscita con Chiara.
Noi, balde giovani vitali, siamo uscite convintissime e decise, credendo di trovare una città con qualche anima pia in deambulazione; ma ci siamo accorte solo quando siamo arrivate al locale prescelto -chiuso- che era sabato sedici agosto, ossia il giorno dopo ferragosto e che quindi avremmo trovato poca vita nei dintorni. Fantastico.
Per far passare un po’ il tempo, oltre a spettegolare in modo selvaggio, abbiamo buttato l’occhio su qualche vetrina, in particolare dall’amato Frisco, dove io ho deciso che comprerò -con il solito benestare di Cooder- queste scarpe:
Se le congiunzioni astrali si rivelassero particolarmente propizie [ossia fossero ancora scontate a trentacinque euro], potrei prenderne anche un altro paio, alla sola condizione che ne trovi di marroni come mi servono. [In realtà non ho un serio bisogno di un paio di scarpe marroni, però ho una camionata di vestiti di questa tinta e sono stufa di abbinarci scarpe rosse o nere, quindi ne voglio un paio per fare pendant.]

Essendo la città quasi completamente chiusa, abbiamo a malincuore deciso di andare in un insulso pub osceno, dove la cameriera, mentre eravamo immerse completamente nella lettura della lista, viene a prendere l’ordinazione e, quando avevamo le liste chiuse -chiaro segno di scelta, almeno di solito-, ha aspettato due tramonti prima di chiederci che volevamo. Stendo un pietosissimo velo e tralascio la descrizione delle oscene bevande che abbiamo dovuto ingollare.

Per curare la bocca infetta, ci siamo concesse un fantastico gelato e del pettegolezzo spinto riguardante amici, uomini, conoscenti, etc, in cui sono spiccati alcuni vertici di logica di Chiara come, parlando del suo uscente:
C – ‘Ma io pensavo fosse 1.80, invece è 1.78!’
M – ‘-.-’
Oppure:
C – ‘Dai, è stato discreto’
M – ‘Beh sì, ti ha solo tastato il culo da dentro i pantaloni in una spiaggia pubblica: discretissimo!’.
Sarà stato il freddo, sarà stato il brivido d’amore [LOL] per l’uscente, ma mi si è rincoglionita l’amica. O probabilmente è sempre stata così, ma a non averla vista per tre settimane causa vacanze me ne sarò scordata.

7. Il Barista

Posted in Uomini on 13 Agosto 2008 by mati907
[Mestulì, questo se non lo leggi è meglio. Uomo avvisato...]

Il Barista ha trentun anni.
Un nome più adatto a lui sarebbe Dorian, visto che esteriormente pare essere un venticinquenne, se non più giovane ancora. A differenza del famoso Gray, lui non scarica la sua sporcizia d’animo su di un quadro, ma pecca esageratamente in salute. In quasi due mesi che lo conosco, sarà stato completamente sano un paio di settimane: una volta la febbre, una volta il mal di gola, un’altra la tonsillite e l’ultima fra le tante è stata l’intossicazione da antitarme, che per come lo spruzza in giro farebbe prima a berselo e a crepare sul colpo, piuttosto che intossicarsi lentamente.
Non è costante. Magari è rilassato sul divano verso le dieci di sera a parlare, gli suona il telefono e risponde strillandoci per cinque minuti, poi quando riaggancia torna tranquillo e beato a ciarlare.
È bello, è bellissimo: alto, la schiena grande e le spalle larghe, gli occhi e i capelli scuri, la pelle ambrata perfettamente tesa su muscoli equilibrati. È fastidioso stare accanto una persona così bella, non è corretto che tanta bellezza si concentri in una sola persona: scombussola l’equilibrio karmico. E anche ormonale, in effetti.
L’adorabile eccitante dicotomia fra la persona che è ‘normalmente’ e quella che è a letto, lo può portare a dirti che un conflitto interiore gli impedisce di aggiungere un suo amico a letto con voi a cuor leggero poiché, sebbene l’orgoglio lo spingerebbe a esibirti come un trofeo, la gelosia gli consiglia di tenerti solo per sé come un gioiello; ma potrebbe anche chiederti cosa ne pensi della situazione attuale in Georgia dopo aver sfogato in abbondanza lussuria e lascivia [giuro: sono successe entrambe].
Avendo frequentato per un po’ veterinaria, sa una marea di nozioni mediche -a suo dire inutili, ma che a me affascinano- e parlare con lui è un po’ come riportare alla memoria la lettura di Soffocare.
Con una normalità spiazzante, inserisce nel parlato parole come dicotomia e diaspora e ciò mi fa uscire i cuoricini dalle orecchie, perché se lo facessi io nel mio contesto vitale abituale verrei guardata come un’aliena.
Il mondo di un trentenne, tuttavia, è particolare; essenzialmente perché dietro vi sono, per l’appunto, una trentina d’anni di esperienze e vita vissuta, con chiaramente altri contesti ed evoluzioni sociali. È il pianeta di qualcuno che sa: cosa fare, cosa dire, come comportarsi. E’ un ecosistema in cui si è già modellati da cicatrici, gioie, felicità e mali [chiasmo], in cui si ha una forma decisa, decisa dal tempo che è trascorso sulla pelle. È un posto dove ci sono diplomazie complesse, semplificazioni disarmanti, concetti ancora ostici se non si ha vissuto a sufficienza.
È un mondo diverso, ma comunque carino.

6. Di cugini, grandi e piccini

Posted in Al volante, Parenti, Random, Uomini on 11 Agosto 2008 by mati907

Con i suoi occhi grandi, del colore del cielo minaccioso di pioggia, il Batterista ride spesso, si intristisce ed esprime tutti i suoi sentimenti, che sono ancora sinceri visto che ha solo due anni.
Cinese non lo si può più chiamare, visto che bene o male quello che dice è comprensibile.
Prima di infilarsi qualcosa in bocca di assicura se ‘cotta e se è piccoino, come lui.
Quando da i baci fa muà, quando salta opàà e quando saluta dice ao ao, a omai!.
Ascolta tutto, ma ripete solo le parti finali. [Cugino: Ma porca troia!; Batterista: oia!].

Le cose che prende in mano volano. Non si sa bene dove ma comunque volano, infatti quando deambula sul balcone c’è sempre qualcuno a controllarlo, nel caso che un volo indesiderato lo faccia pure lui.

Non dice più tette, evidentemente perché è una parola di cui abusa suo padre, che oltre a parlarne le fissa pure con insistenza e ci fa commenti pesanti.
E’ abbastanza squallido notare come bastino tre mojito, per abbassare le inibizioni di persone adulte e sposate così tanto da trasformarli in sciacalli e fargli abbordare qualunque -e intendo proprio qualunque- essere di sesso femminile.

Sarà che comunque io gli uomini non li capisco e li trovo un po’ strani. Per esempio, quando a suo tempo io cercavo il Barista e mi interessavo parecchio a lui, questo mi malcagava e faceva culissimo spinto, mentre ora che io me ne sbatto con gioviale allegria, lui continua a cercarmi con telefonate, e-mail ed sms. La tempistica è tutto, mi dissero.

Mi beo, invece, della mia bravura alla guida e del fatto che, con un Genitore addormentato a fianco, io sia riuscita ad arrivare a casa senza far danni, guidando di notte e pure in coda, su strade mai praticate prima, ma solo viste.

Sono una manciata di giorni che sento masnade di persone definirsi coscienziosamente ‘belle’ in senso spirituale e rallegrarsene, tessendosi lodi che -imho- non hanno, ma di cui si credono possessori e gestori. Siccome chi si loda s’imbroda, io continuo a vedermi come una brutta persona nullafacente.

5. Avviso ai signori utenti

Posted in Al volante on 7 Agosto 2008 by mati907

*PLIN PLON*

Si invitano i gentili visitatori ad applaudire la tenutaria del blog, in quanto questa ha con successo superato l’esame di guida teorico [non chiedetemi con quanti errori: non lo so, non lo dicono].

Qualora qualcuno di Voi abbia intenzione di visitare Brescia fra le 16 e le 17 circa, è invitato a ripensare a questo suo programma, in quanto la sottoscritta avrà la prima guida ed è probabile che ci scappi qualche ferito.

Grazie per l’attenzione,

Cordiali saluti.

*PLIN PLON*

4. Poca paura e tanto delirio a Milano

Posted in Ragguardevoli seratine, Viaggi on 6 Agosto 2008 by mati907

Il simpaticissimo Nembo, dopo tre soli post, ha già detto che questo blog fa pure più schifo di quello di prima. xD

Comunque, accingomi a raccontare dell’ultimo fine settimana che ho trascorso in terra bauscia, ossia a Milano.

Arrivata in stazione c’è il buon Abraxs che mi raccatta e andiamo a casa sua a giocare al wii-bowling [io devo comprarmi la wii, ormai ne sono certa] dove, come già l’altra volta, lo sconfiggo miseramente dato che la natura mi ha donato più deretano che anima.
Dopo aver truccato da gran baldracca il panda che gli avremmo regalato, Abraxs mi scarica a casa di Zukk,  dove accogliamo Cassiopea che, tempo di un caffè, è già mezza nuda con gran dispiacere di quello zukkone del festeggiato.
Il locale dove ceniamo è un coacervo di agguerriti lanciatori di noccioline, infatti io mi stupisco di come la mia schiena è riuscita a non tumefarsi con tutta la roba che le è stata violentemente lanciata addosso. Siccome noi siamo dei fortunelli, avevamo un tavolo esattamente al centro del locale, fra approssimativamente una ventina di aperte e sanguinolente battaglie, in cui molti non capivano che per far arrivare le noccioline dall’altro lato del nostro tavolo era necessario lanciarle in alto -do you know parabola?- e non verso il basso, ossia su di noi. Menzione speciale va fatta per Mr. Maglietta Verde che è riuscito ad attirarsi l’odio di tutte le venti persone in cui eravamo, ma è stato graziato ed è ancora vivo che gironzola.
Mangiamo carne a badilate come dei tecnologici Fred Flinstone senza posate e, dopo esibizioni da circo con le noccioline, pacate battaglie fra di noi, piselli neri giganti che girano e listri di birra; ci spostiamo al Rhabar, o una roba simile.
Da qui i ricordi sono un po’ più rarefatti, non perché io abbia dei buchi di memoria, ma perché avendo bevuto come un cammello con la gola riarsa, il mio neurone ha ben deciso di riposare.
Mi ricordo che: ho baciato la Tuna e la Oppia, ho visto il piercing della Cassiopea, le amiche di Winona si chiamano Marzia e Stella, qualcuno ha giocato a calcio balilla, qualcuno ha ballato, a Shadow le mie scarpe non piacciono però crede che io rimanga comunque io perché sono unica nonostante le scarpe e voleva chiedere alle due tipe che limonavano e piangevano contemporaneamente da mezz’ora cosa ci fosse di male. Poi boh.
Insomma, si arriva a casa ad un’ora non precisa e giochiamo ancora un po’ alla Wii dove però l’alcool ha il sopravvento e non mi permette di vincere molto; quindi ci rinuncio e mi metto a dormire, cosa che riesco a fare solo verso le sei, quando io e Abraxs smettiamo di parlottare di tutto e di più.
Domenica, per fare una cosa che non facciamo mai +ironia+ pranziamo dal giapponese e ci cuociamo quel che resta del cervello passeggiando in una torrida Milano. Verso le sei prendo il treno, mi addormento a tratti irregolari svegliandomi subito e, grazie alla sveglia, riesco a scendere a Brescia e non a Canicattì, dove mi aspetta il caro Genitore per portarmi a casa.

Dovrei anche raccontare degli ultimi due giorni che ho passato con Danny, ma siccome, porcamiseria, domani O_O ho l’esame di teoria per la patente e sono quattro giorni almeno che non faccio un quiz, magari -ma proprio magari, non sono sicura- è il caso che mi metta a studiare un pochino, per non essere bocciata.