55.

Posted in Lavoro, Parenti, Random on 21 Ottobre 2009 by mati907

E’ arrivato il freddo tutto d’un colpo e non ho avuto il tempo di abituarmi, quindi adesso ho sempre mani e piedi gelati -aaa cercasi rimedio- e a me non succede proprio mai ma; a volte i piedi sì quando sto fuori tanto, ma questo è esagerato perché dal freddo, nonostante pigiama antistupro pesantissimo, due [2] paia di calze e il piumone, non riesco ad addormentarmi e mi dà fastidio che poi mi metto a pensare e sto lì un sacco ed è un macello perché poi chi si addormenta più.
C’è da dire, però, che col freddo così manca poco al dover sfoggiare i miei due bellissimi cappotti nuovi comprati a prezzi stracciati ancora in settembre e che non vedo l’ora di mettere.

Riesco, ultimamente, ad andare d’accordo con Madre.
Possibilità delle cause scatenanti:
-Lavoro, quindi Lei è contenta della mia produttività [i.e. non le chiedo più soldi, ma anzi gliene do] e trova meno motivi per rompermi le balle;
-Sto a casa quasi solo per dormire, mangiare [non sempre] e lavarmi, quindi vedendola meno il fattore irritazione dato da qualunque elemento anche gentile e carino si è ridotto;
-Entrambi i motivi sopra.

Lo shopping online mi rovinerà e, al contempo [si scrive attaccato?] mi renderà gioiosa nella mia miseria.

Causa milioni di traduzioni da fare sul lavoro, sto ampliando in maniera esagerata il mio vocabolario di inglese. [Grazie wordreference.com] E un filo anche quello di spagnolo. [Grazie frasi.net]

Ho freddo, cazzo.

Ah sì, ho anche vinto in iPod Touch con le etichette della CocaCola. Arrivo previsto: Febbraio/Marzo. Sob.

54. The best is yet to come

Posted in Parenti, Random, Scuola on 11 Settembre 2009 by mati907

A Luglio mi sono diplomata con un inaspettato 84, la cui soddisfazione è stata data non dal numero in sé, ma dall’aver preso 14/15 nel tema su Svevo -scrittore mai trattato e di cui non ho mai letto niente- e dai 30/30 dell’orale. Poco stupore per una pessima terza prova ed un massimo nella seconda prova, non tanto perché mi ritenga un genio, ma in quanto dotata di professoressa che ti stampa un voto addosso il primo giorno che ti vede e da lì non si schioda.

In periodo maturità ci fu un mega litigio con Madre. Fu uno di quegli screzi che partono per un’inezia e alla fine ci si dicono cose che ci si tiene dentro da secoli, cosa che io non ho fatto perché so quello che non è il caso di dire anche mentre sto strillando incazzata nera con le lacrime agli occhi, ma che Madre ha invece fatto. Venne fuori tra le righe, in quell’occasione come in precedenza tramite battutine, come lei non volesse chiaramente che io andassi all’università e che fossi una spesa e blabla cose cattive a nastro che non si risparmia e mai si risparmiò di dirmi.
Fu così che ristabilii le mie priorità e abbandonai l’idea di un futuro universitario per uno lavorativo per avere un fisso -o quasi- introito che mi permettesse di andare a vivere per conto mio.
L’idea era di godersi l’estate alla grande, per poi mettersi sotto a settembre a cercare qualcosa.
[Non c'entra niente, ma mi rendo conto che la mia conoscenza della consecutio temprorum fa ribrezzo e uso i tempi verbali come un troglodita]
A metà luglio mi chiamò una ditta in cerca di segretaria. E facciamo ’sto colloquio.
Mi richiamò dopo qualche giorno per fare due dì di prova, che poi divennero una settimana, con settimana di pausa causa mie ferie e poi inizio a pieno ritmo con assunzione in regola.
Oltre alla fortuna di aver trovato lavoro al primo colpo senza neanche cercarlo, si aggiunge il fatto che sia nel mio paese e che quindi, ora che il mio amato motorino è malato con mio immenso dolore, io ci arrivi in cinque minuti di allegre pedalate, per guadagnare uno stipendio più che decente.
Sono arrivate anche altre proposte di lavoro successive a questa e mio Padre insiste perché io comunque vada a vedere e sentire che aria tira perché metti che trovi qualcosa di meglio, ma essendo pigrona sfaticata mi annoia anche un po’ tenere il piede in quaranta scarpe sempre in attesa di qualcosa di meglio.

Sono rimasta in rapporti con alcune delle mie furon compagne di classe [siccome sono patza, oltre a scrivere 'patza' anziché 'pazza', ho deciso che non dirò più 'ex', ma 'fu' per quando si tratta di cose passate, che non mi metto mica a scrivere sui documenti 'fu works' -fine momento divago-]; poche di quelle con cui avevo rapporti frequenti -e fra queste non c’è di certo Chiara- e un po’ di più delle altre.

Col Riccio va tutto così bene che non mi metto a scrivere niente altrimenti mi farei venire da vomitare da sola.

Prossimamente su questi schermi, le peripezie per andare a vivere da sola -cosa non ancora avvenuta purtroppo- che non sarà vivere proprio da sola, ma col Riccio perché ad essere in due si dividono le spese e riusciamo a tirarci fuori qualcosa di migliore.

Shame on me che non ho aggiornato per così tanto, prometto che proverò a non farlo più.

53. No words are good for this

Posted in Apatia, delusione, tristezza, Raccapriccio, Tavolta mi altero on 10 Luglio 2009 by mati907

Succede che io e Chiara non ci si caghi più. E ok.
Succede che Chiara vada da Mesto e tiri fuori roba di un anno e mezzo fa -per altro cambiandola e rendendola assolutamente falsa- che fa incazzare Mesto e quindi litighiamo.
A parte il rivangare cose di un anno e mezzo fa -sì certo, viva la sincerità, adesso siamo amici [e qui avrei tante cose da dire, ma me le tengo per me], io sono sempre sincera e non glielo volevo nascondere o what-so-ever – e la cosa in sé che ha detto.
Io non avrei mai, mai fatto una cosa simile. E io mai andrò a dire suoi segreti in giro. Perché certe cose sono state dette mentre si era amiche, consce di ciò, sapendo che non sarebbero state buttate al vento. E men che meno andrei a dire bugie.
Ieri ero in un covo di odiatori di Chiara. Avrei potuto dire le peggio cose, perché ne so a pacchi [oh yeah, anche cose che lei non sa che io so]. Indeed, non ho neanche sfiorato l’argomento. Perché no, io non scenderò così in basso, non sarò così meschina. Mai.
E pensare che sentivo anche la sua mancanza e mi stavo dispiacendo di esserci perse così per niente. Ah signur.

52. School is over. For good.

Posted in Estasi, Scuola on 2 Luglio 2009 by mati907

Immensa, totalizzante, abnorme, enorme, smisurata, fagocitante estasi.

Speriamo in un 80.

51. Thousand mile away

Posted in Sogni, Tavolta mi altero on 20 Maggio 2009 by mati907

Sono stata in centro a Brescia a vedere le Mille Miglia.
Ho parcheggiato in un posto a me sconosciuto, col risultato che mi hanno portato via la macchina perché era in divieto di sosta, ma io non lo sapevo e non era segnalato e mi sono preoccupata un sacco per la mia Marlina che non sapevo dove fosse e che le avrebbero fatto e poi c’era anche il Riccio che cercava di abusare della mia persona in pubblico davanti a due bar costruiti in dei salotti.
Poi mi sono svegliata, grazie al cielo.

Forse che forse, questo sogno dimostra la repellenza che ho provato per la Mille Miglia di quest’anno. Solo di quest’anno perché gli altri generalmente non è che me la filassi.
Più che la manifestazione in sè, mi ha scocciato la presenza di così tanta polizia, perché non è possibile che per quattro auto arrugginite si mobiliti la provincia intera, mentre venerdì e sabato si presentino una sola volta ogni due mesi un paio di sgallettati svogliati per fare qualche sporadico controllo quando ci sono orde di giovani che si mettono al volante più che alticci e finiscano per accoppare altra gente.

50. I don’t think that it’s gonna rain again today

Posted in Demenza, Estasi on 16 Maggio 2009 by mati907

7.45 a.m.
Salgo in macchina per andare a scuola.
Accendo la radio su Virgin [sì ascolto Virgin, sì mi piace] che dà An end has a start degli Editors.
Penso Urca urca tirulero, gli Editors di prima mattina. Oggi succederà qualcosa di bello.

8.05 a.m.
In classe, già divisi per il compito.
Il profe ravana nella borsa. Ragazzi ho dimenticato di fare delle fotocopie e non posso neanche farle adesso. Tocca rimandarla.
Gaudio e tripudio.

Io amo gli Editors e per mostrargli la mia riconoscenza, il 24 Giugno a Ferrara ci sarò.

49. Parlo a vanvera

Posted in Elucubrazioni, Random on 2 Maggio 2009 by mati907

Non voglio che le persone facciamo cose per me, se non specificamente richiesto. Nel mio mondo ideale, le persone fanno cose solo e se vogliono veramente, non per fare un ipotetico favore a qualcuno che poi finisce per danneggiare entrambi. E mi dà fastidio che mi si menta a riguardo, perché se una cosa non ti piace, la fai comunque e poi ti scocci, almeno ammettilo!
Questi favori spontanei finiscono col rigirarcisi contro, perché verranno prima o poi rinfacciate con quei con tutto quello che ho fatto per te che io detesto e che rientrano nei motivi per i quali faccio solo le cose che mi va davvero di fare e cerco di arrangiarmi per gli affari miei.

Poi.

Ci sono i rapporti che nascono male e non possono che crescere in questo senso, nonostante c’è chi si ostini a vederli come belli e in miglioramento, quando non sono essi a piacerci, ma il modo in cui ci fanno sentire -no, non è la stessa cosa-.
Ci sono, invece, i rapporti in declino e quelli se non ci sono due persone che si impegnano per recuperarli, affondano senza speranza.

Poi.

Le persone non cambiano. Raramente crescono, ma non cambiano. Mai.

Poi.

Sto sviluppando con Dorian un rapporto particolare e si è rivelato essere, incredibile, l’unica persona a cui io mi sento di confidare senza schermi tutto ciò che penso. Ancora più incredibile, lui è la tipologia di persona che io vorrei essere a trent’anni.

Poi.

Sono stata in Crociera ai Caraibi ed è stato bello bello e c’erano i paesaggi da cartolina e la povertà e la foresta pluviale e il contatto con la natura e la super civilizzazione e mi sono anche abbronzata.

Poi.

Il venerdì di Casa de Sica recupera terreno e si rivela ogni volta più spassoso e senza rivali.
Nonostante ciò, sto pensando di lasciare questo non-lavoro da pr.

Parlo a vanvera.

48. Happy birthday, honey

Posted in Estasi, Uomini on 21 Aprile 2009 by mati907

Conoscevo un Riccio.
Conoscevo un Riccio con i capelli sempre spettinati, con i ricci indomabili. Un Riccio magro, magrissimo, che mangiava come un bue, ma solo Sofficini.

Conoscevo un Riccio che ascoltava un sacco di musica, tutta la musica e sapeva un sacco di cose a riguardo. Un Riccio che adorava la discoteca più fighetta e microscopica di Brescia.
Conoscevo un Riccio che sgranava rosari di bestemmie, sempre adirato.
Conoscevo un Riccio che nelle migliaia di ore passate in msn, mi ha insegnato a giocare a prato fiorito.
Conoscevo un Riccio malato per le Vans.
Conoscevo un Riccio che divagava, che eludeva le domande troppo dirette e non rispondeva mai, che non si spiegava e non diceva.
Ho conosciuto un primo bacio e un’atmosfera mai ripetutesi, indescrivibili.
Ho conosciuto periodi, tira e molla, una volta no tu, una volta no io.
Conoscevo un Riccio e una Mati che, no matter what, erano comunque ancora amici, back again, sempre.

Dopodiché ci sono stati undici mesi di immotivato silenzio.

Ora io conosco un Riccio.
Conosco un Riccio con i capelli sempre spettinati, con i ricci indomabili. Un Riccio magro, magrissimo, che mangia come un bue, ma solo Sofficini e gli stanno ancora larghi i Cheap Monday.
Conosco un Riccio che ascolta indie indie indie solo indie e sa una marea di cose su tutta la musica rock e se c’è da sentire la radio è solo Virgin o Radio Brescia Sette quando gioca il Brescia.
Conosco un Riccio che sgrana qualche rosario di bestemmie in meno e si adira molto meno.
Conosco un Riccio che nelle migliaia di ore passate in Facebook, mi ha insegnato a giocare a Texas Hold’em.
Conoscevo un Riccio malato per le Vans, le Converse, i Cheap Mondays, le Polo di Fred Perry e della Penguin e le Victoria.
Conosco un Riccio che parla e risponde sempre e dice le cose come stanno.
Conosco un Riccio e una Mati che stanno insieme e stanno bene.

Conosco un Riccio che oggi compie ventun anni e può ufficialmente andare ad ubriacarsi negli Stati Uniti.

Buon compleanno. <3
Lots of love, lots of lemons, as usual.

47.

Posted in Random on 5 Aprile 2009 by mati907

Lunedì sono stata a milano a vedere i Franz Ferdinand ed è stato bello bello bello in modo assurdo, anche quando stavo quasi collassando causa fumo di tabacco più fumo di canna più pogo intenso, ma molto di più quando Alex ha sfoggiato un per lui insolito accento british commentando un coretto su 40′ con ‘excellent’.

Io sinceramente non concepisco né capisco le persone che appena trovano un consorte spariscono e no, non mi sembra proprio normale.
Chiara lo fa. Io una volta avevo un’amica, ora non ce l’ho più e si è pure portata via un pr mio collega. Già era successo con il suo altro moroso e dopo la loro rottura ne avevamo parlato, ma a quanto vedo non ci siamo capite. Il distaccamento fra noi era comunque già iniziato in gita dove -sicuro- lei crede io le abbia parlato alle spalle, mentre invece l’ho difesa. Tutto sommato, a conti fatti non mi interessa nemmeno più di tanto risolvere/riallacciare e notare atteggiamenti spocchiosi e di superiorità nei miei confronti, povera insulsa stupida ragazzina che si fa trascinare, tantomeno mi invogliano.

Questa settimana ho anche visto Dorian e abbiamo fatto un discorso che mi ha portato ad un momento disperatio chi-sono-che-faccio-che-farò-sono-una-fallita che però è passato anche grazie al Riccio con cui ho pure litigato per una cosa stupida, ma che mi ha aiutato ad alleggerirmi.

Ieri in classe si è consumata una tragedia perché qualcuno ha gettato un foglio lercio e strappato con le foto di Marco Carta e si è arrivati a prendersi a parole per un quarto d’ora buono e ci sono rimasta più che sconvolta per le megaboiate che la gente si lega al dito.

Detto ciò io sono sempre più convinta che Gossip Girl, per quanto stupido e infantile e frivolo, non si distacca molto dalla realtà in quanto a tematiche visto che la vita, almeno di un adolescente del primo mondo, si basa su amenità trascurabili prese come tragedie.

46. Lo que sucede en Sevilla, sucede en Sevilla

Posted in Scuola, Viaggi on 20 Marzo 2009 by mati907

Latito. Manco di voglia d’azione, abbondo in ozio; trascinata, affogante nel far nulla.

Sono stata a Siviglia. Dove Parcheggiare in doppia fila è dovere, oltre che diritto, così come parcheggiare ammaccando le auto vicine. Dove i bambini fanno la pipì davanti a tutti e li vedi in giro anche a notte fonda con i genitori. Dove i semafori verdi dei pedoni segnano quanto tempo manca al rosso.
Ci siamo divertiti. Tanto, tantissimo, super, uau!
La maggior parte di noi è riuscita a mettere da parte l’astio accumulato in cinque, tre o meno anni e siamo stati tanto insieme, sempre insieme, in giro.
Abbiamo bighellonato per le piazze, flirtato coi gelatai e abusato di Starbucks.
Abbiamo bevuto. L’alcool ha portato a limoni fra ragazze che hanno portato allo sconcerto di altre, per poi arrivare io ‘Dai nom, sono due limoni!’.
Ci sono stati gli inciuci, quelli che nessuno sa e quelli che sanno tutti.
Abbiamo fatto tanto shopping; anche in un negozio di scarpe in cui ho fatto un acquisto favoloso e mi son dovuta far trascinare fuori altrimenti avrei fatto girare un po’ troppo l’economia.
Siamo stati a Cordoba, che fa un po’ cagare, ma abbiamo riso lo stesso.
Trentaquattro gradi fissi, anche alle sei di sera.
Sabato, ultima sera, pochi di noi sono usciti e ancora di meno sono tornati a ballare nel locale del peccato. Lì, ho tenuto fede a ciò che dissi prima di partire: mi sono ubriacata. Niente domande, niente risposte: grazie.
Abbiamo riso, abbiamo scherzato, ci siamo divertiti. Rimaniamo ancora una classe schifosa dove tutti si sputtanano, ma abbiamo fatto una gita di quinta come si deve, di quelle che ci ricorderemo per sempre.