53. No words are good for this

Pubblicato su Apatia, delusione, tristezza, Raccapriccio, Tavolta mi altero il 10 Luglio 2009 da mati907

Succede che io e Chiara non ci si caghi più. E ok.
Succede che Chiara vada da Mesto e tiri fuori roba di un anno e mezzo fa -per altro cambiandola e rendendola assolutamente falsa- che fa incazzare Mesto e quindi litighiamo.
A parte il rivangare cose di un anno e mezzo fa -sì certo, viva la sincerità, adesso siamo amici [e qui avrei tante cose da dire, ma me le tengo per me], io sono sempre sincera e non glielo volevo nascondere o what-so-ever – e la cosa in sé che ha detto.
Io non avrei mai, mai fatto una cosa simile. E io mai andrò a dire suoi segreti in giro. Perché certe cose sono state dette mentre si era amiche, consce di ciò, sapendo che non sarebbero state buttate al vento. E men che meno andrei a dire bugie.
Ieri ero in un covo di odiatori di Chiara. Avrei potuto dire le peggio cose, perché ne so a pacchi [oh yeah, anche cose che lei non sa che io so]. Indeed, non ho neanche sfiorato l’argomento. Perché no, io non scenderò così in basso, non sarò così meschina. Mai.
E pensare che sentivo anche la sua mancanza e mi stavo dispiacendo di esserci perse così per niente. Ah signur.

52. School is over. For good.

Pubblicato su Estasi, Scuola il 2 Luglio 2009 da mati907

Immensa, totalizzante, abnorme, enorme, smisurata, fagocitante estasi.

Speriamo in un 80.

51. Thousand mile away

Pubblicato su Sogni, Tavolta mi altero il 20 Maggio 2009 da mati907

Sono stata in centro a Brescia a vedere le Mille Miglia.
Ho parcheggiato in un posto a me sconosciuto, col risultato che mi hanno portato via la macchina perché era in divieto di sosta, ma io non lo sapevo e non era segnalato e mi sono preoccupata un sacco per la mia Marlina che non sapevo dove fosse e che le avrebbero fatto e poi c’era anche il Riccio che cercava di abusare della mia persona in pubblico davanti a due bar costruiti in dei salotti.
Poi mi sono svegliata, grazie al cielo.

Forse che forse, questo sogno dimostra la repellenza che ho provato per la Mille Miglia di quest’anno. Solo di quest’anno perché gli altri generalmente non è che me la filassi.
Più che la manifestazione in sè, mi ha scocciato la presenza di così tanta polizia, perché non è possibile che per quattro auto arrugginite si mobiliti la provincia intera, mentre venerdì e sabato si presentino una sola volta ogni due mesi un paio di sgallettati svogliati per fare qualche sporadico controllo quando ci sono orde di giovani che si mettono al volante più che alticci e finiscano per accoppare altra gente.

50. I don’t think that it’s gonna rain again today

Pubblicato su Demenza, Estasi il 16 Maggio 2009 da mati907

7.45 a.m.
Salgo in macchina per andare a scuola.
Accendo la radio su Virgin [sì ascolto Virgin, sì mi piace] che dà An end has a start degli Editors.
Penso Urca urca tirulero, gli Editors di prima mattina. Oggi succederà qualcosa di bello.

8.05 a.m.
In classe, già divisi per il compito.
Il profe ravana nella borsa. Ragazzi ho dimenticato di fare delle fotocopie e non posso neanche farle adesso. Tocca rimandarla.
Gaudio e tripudio.

Io amo gli Editors e per mostrargli la mia riconoscenza, il 24 Giugno a Ferrara ci sarò.

49. Parlo a vanvera

Pubblicato su Elucubrazioni, Random il 2 Maggio 2009 da mati907

Non voglio che le persone facciamo cose per me, se non specificamente richiesto. Nel mio mondo ideale, le persone fanno cose solo e se vogliono veramente, non per fare un ipotetico favore a qualcuno che poi finisce per danneggiare entrambi. E mi dà fastidio che mi si menta a riguardo, perché se una cosa non ti piace, la fai comunque e poi ti scocci, almeno ammettilo!
Questi favori spontanei finiscono col rigirarcisi contro, perché verranno prima o poi rinfacciate con quei con tutto quello che ho fatto per te che io detesto e che rientrano nei motivi per i quali faccio solo le cose che mi va davvero di fare e cerco di arrangiarmi per gli affari miei.

Poi.

Ci sono i rapporti che nascono male e non possono che crescere in questo senso, nonostante c’è chi si ostini a vederli come belli e in miglioramento, quando non sono essi a piacerci, ma il modo in cui ci fanno sentire -no, non è la stessa cosa-.
Ci sono, invece, i rapporti in declino e quelli se non ci sono due persone che si impegnano per recuperarli, affondano senza speranza.

Poi.

Le persone non cambiano. Raramente crescono, ma non cambiano. Mai.

Poi.

Sto sviluppando con Dorian un rapporto particolare e si è rivelato essere, incredibile, l’unica persona a cui io mi sento di confidare senza schermi tutto ciò che penso. Ancora più incredibile, lui è la tipologia di persona che io vorrei essere a trent’anni.

Poi.

Sono stata in Crociera ai Caraibi ed è stato bello bello e c’erano i paesaggi da cartolina e la povertà e la foresta pluviale e il contatto con la natura e la super civilizzazione e mi sono anche abbronzata.

Poi.

Il venerdì di Casa de Sica recupera terreno e si rivela ogni volta più spassoso e senza rivali.
Nonostante ciò, sto pensando di lasciare questo non-lavoro da pr.

Parlo a vanvera.

48. Happy birthday, honey

Pubblicato su Estasi, Uomini il 21 Aprile 2009 da mati907

Conoscevo un Riccio.
Conoscevo un Riccio con i capelli sempre spettinati, con i ricci indomabili. Un Riccio magro, magrissimo, che mangiava come un bue, ma solo Sofficini.

Conoscevo un Riccio che ascoltava un sacco di musica, tutta la musica e sapeva un sacco di cose a riguardo. Un Riccio che adorava la discoteca più fighetta e microscopica di Brescia.
Conoscevo un Riccio che sgranava rosari di bestemmie, sempre adirato.
Conoscevo un Riccio che nelle migliaia di ore passate in msn, mi ha insegnato a giocare a prato fiorito.
Conoscevo un Riccio malato per le Vans.
Conoscevo un Riccio che divagava, che eludeva le domande troppo dirette e non rispondeva mai, che non si spiegava e non diceva.
Ho conosciuto un primo bacio e un’atmosfera mai ripetutesi, indescrivibili.
Ho conosciuto periodi, tira e molla, una volta no tu, una volta no io.
Conoscevo un Riccio e una Mati che, no matter what, erano comunque ancora amici, back again, sempre.

Dopodiché ci sono stati undici mesi di immotivato silenzio.

Ora io conosco un Riccio.
Conosco un Riccio con i capelli sempre spettinati, con i ricci indomabili. Un Riccio magro, magrissimo, che mangia come un bue, ma solo Sofficini e gli stanno ancora larghi i Cheap Monday.
Conosco un Riccio che ascolta indie indie indie solo indie e sa una marea di cose su tutta la musica rock e se c’è da sentire la radio è solo Virgin o Radio Brescia Sette quando gioca il Brescia.
Conosco un Riccio che sgrana qualche rosario di bestemmie in meno e si adira molto meno.
Conosco un Riccio che nelle migliaia di ore passate in Facebook, mi ha insegnato a giocare a Texas Hold’em.
Conoscevo un Riccio malato per le Vans, le Converse, i Cheap Mondays, le Polo di Fred Perry e della Penguin e le Victoria.
Conosco un Riccio che parla e risponde sempre e dice le cose come stanno.
Conosco un Riccio e una Mati che stanno insieme e stanno bene.

Conosco un Riccio che oggi compie ventun anni e può ufficialmente andare ad ubriacarsi negli Stati Uniti.

Buon compleanno. <3
Lots of love, lots of lemons, as usual.

47.

Pubblicato su Random il 5 Aprile 2009 da mati907

Lunedì sono stata a milano a vedere i Franz Ferdinand ed è stato bello bello bello in modo assurdo, anche quando stavo quasi collassando causa fumo di tabacco più fumo di canna più pogo intenso, ma molto di più quando Alex ha sfoggiato un per lui insolito accento british commentando un coretto su 40′ con ‘excellent’.

Io sinceramente non concepisco né capisco le persone che appena trovano un consorte spariscono e no, non mi sembra proprio normale.
Chiara lo fa. Io una volta avevo un’amica, ora non ce l’ho più e si è pure portata via un pr mio collega. Già era successo con il suo altro moroso e dopo la loro rottura ne avevamo parlato, ma a quanto vedo non ci siamo capite. Il distaccamento fra noi era comunque già iniziato in gita dove -sicuro- lei crede io le abbia parlato alle spalle, mentre invece l’ho difesa. Tutto sommato, a conti fatti non mi interessa nemmeno più di tanto risolvere/riallacciare e notare atteggiamenti spocchiosi e di superiorità nei miei confronti, povera insulsa stupida ragazzina che si fa trascinare, tantomeno mi invogliano.

Questa settimana ho anche visto Dorian e abbiamo fatto un discorso che mi ha portato ad un momento disperatio chi-sono-che-faccio-che-farò-sono-una-fallita che però è passato anche grazie al Riccio con cui ho pure litigato per una cosa stupida, ma che mi ha aiutato ad alleggerirmi.

Ieri in classe si è consumata una tragedia perché qualcuno ha gettato un foglio lercio e strappato con le foto di Marco Carta e si è arrivati a prendersi a parole per un quarto d’ora buono e ci sono rimasta più che sconvolta per le megaboiate che la gente si lega al dito.

Detto ciò io sono sempre più convinta che Gossip Girl, per quanto stupido e infantile e frivolo, non si distacca molto dalla realtà in quanto a tematiche visto che la vita, almeno di un adolescente del primo mondo, si basa su amenità trascurabili prese come tragedie.

46. Lo que sucede en Sevilla, sucede en Sevilla

Pubblicato su Scuola, Viaggi il 20 Marzo 2009 da mati907

Latito. Manco di voglia d’azione, abbondo in ozio; trascinata, affogante nel far nulla.

Sono stata a Siviglia. Dove Parcheggiare in doppia fila è dovere, oltre che diritto, così come parcheggiare ammaccando le auto vicine. Dove i bambini fanno la pipì davanti a tutti e li vedi in giro anche a notte fonda con i genitori. Dove i semafori verdi dei pedoni segnano quanto tempo manca al rosso.
Ci siamo divertiti. Tanto, tantissimo, super, uau!
La maggior parte di noi è riuscita a mettere da parte l’astio accumulato in cinque, tre o meno anni e siamo stati tanto insieme, sempre insieme, in giro.
Abbiamo bighellonato per le piazze, flirtato coi gelatai e abusato di Starbucks.
Abbiamo bevuto. L’alcool ha portato a limoni fra ragazze che hanno portato allo sconcerto di altre, per poi arrivare io ‘Dai nom, sono due limoni!’.
Ci sono stati gli inciuci, quelli che nessuno sa e quelli che sanno tutti.
Abbiamo fatto tanto shopping; anche in un negozio di scarpe in cui ho fatto un acquisto favoloso e mi son dovuta far trascinare fuori altrimenti avrei fatto girare un po’ troppo l’economia.
Siamo stati a Cordoba, che fa un po’ cagare, ma abbiamo riso lo stesso.
Trentaquattro gradi fissi, anche alle sei di sera.
Sabato, ultima sera, pochi di noi sono usciti e ancora di meno sono tornati a ballare nel locale del peccato. Lì, ho tenuto fede a ciò che dissi prima di partire: mi sono ubriacata. Niente domande, niente risposte: grazie.
Abbiamo riso, abbiamo scherzato, ci siamo divertiti. Rimaniamo ancora una classe schifosa dove tutti si sputtanano, ma abbiamo fatto una gita di quinta come si deve, di quelle che ci ricorderemo per sempre.

45. Dreams aren’t reality

Pubblicato su Sogni il 27 Febbraio 2009 da mati907

Dorian mi ha investito con la moto, sbucando dal nulla, mentre io trallallero trallallà ero in giro in un bosco per affari miei.

Tre armadi bianchi giganti. Uno pieno di Choo, Blahnik e Louboutin; uno di borse e uno di vestiti. Tre armadi giganti bianchi in un’altrettanto grande stanza bianca con un enorme letto bianco e un’immensa finestra che da sul mare, da cui si vede anche la piscina con le palme e un camion pieno di scarpe per me, da mettere nell’armadio gigante che sta nella stanza grande che fa parte della pantagruelica casa in cui vivo col Riccio.

Ultimamente sogno tanto.

44. Bacino rompe bacino

Pubblicato su Al volante, Demenza, Esseri umani, Lussuria e vizi, Scuola il 18 Febbraio 2009 da mati907

Ieri ci han detto che, da oggi, avremmo dovuto trasferirci di classe ed andare, per un paio di mesi almeno, in una situata al primo piano, dall’altra parte dell’edificio. Essendo che la nostra classe è a piano terra, attaccata all’uscita, tutto ciò non è stato preso felicemente. Però c’è ’sta ragazza che ha fatto un incidente ed è sulla sedia a rotelle, quindi non le risulta proprio comodo farsi due rampe e mezzo di scale per arrivare in classe. Essendo però che la rampa per i disabili non corrisponde all’uscita vicino alla quale siamo noi, bensì a quella che sta almeno dieci classi più in giù, è stato fatto ragionare il Vicepreside e noi rimaniamo ancora dove stiamo.
Tutta questa cosa inutile per dire che c’è questa ragazza che ha fatto un incidente, si è rotta il bacino e sta sulla sedia a rotelle.
Ora. Come ha fatto a rompersi il bacino?
Era in macchina, seduta coi piedi sotto al sedere e la testa sulle gambe del suo fidanzato, e suppongo si sia capito al volo cosa stesse facendo. Insomma bacino qui e bacino là, il ragazzo s’è un filo distratto, questi hanno fatto un incidente e lei ora sta sulla sedia a rotelle.
Oltre alle risate che mi son fatta -sì, sono cattiva, blabla- io vorrei sapere se lei gliel’ha tranciato via o meno.